Azienda Agricola Giuliana

Pescocostanzo

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Pescocostanzo si trova nella regione degli Altipiani Maggiori d’Abruzzo, tra immensi e silenziosi pascoli AbruzzoToEurope_Pescocostanzo_Altopiani_Maggiori_di_Abruzzo_FOTO_NIKON_D40_268che sono alla base dell’insediamento umano e dello sviluppo dei centri sorti in questi luoghi, a 1.400 s.l.m.
Centro di antica origine e luogo di intensa civiltà, può vantare una favorevole temperie culturale, esemplata dall’eccezionale patrimonio di monumenti rinascimentali e barocchi a testimonianza della straordinaria vicenda artistica e culturale che sviluppò soprattutto tra il 1440 e 1700. AbruzzoToEurope_Pescocostanzo__113

La tradizione artigiana è riuscita a rimanere viva e a salvare il patrimonio di esperienza, capacità tecnica, stile e qualità. La lavorazione del merletto a tombolo, quella della filigrana e del ferro battuto, rappresentano un punto di forza dell’offerta artigianale locale.
  

Pescocostanzo in un ambiente naturalistico eccezionale è la proposta di una vacanza,  estiva ed invernale:
☺ Estiva per le numerose escursioni possibili nel territorio del Parco della Maiella, per i vicini borghi da visitare, per le gite in bicicletta sui suoi altopiani, per le sagre che rallegrano in primavera e in estatetutta il territorio, per le manifestazioni culturali che si susseguono numerosissime tutto l’anno, dai concerti ai convegni agli incontri;
☺ Invernale perché a 5 min. di auto dal comprensorio dell’Aremogna che rappresenta l’offerta montana più completa della montagna abruzzese e del centro Italia (circa 100 km di piste di sci da discesa  e vari luoghi per praticare lo sci da fondo).

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Pescocostanzo è inserita tra I Borghi Più Belli d’Italia (www.iborghiditalia.it).
☺ Pescocostanzo è tra i maggiori centri europei del Barocco, per gli stretti contatti con Napoli e Montecassino. È stata scuola per molti artisti che ci hanno lasciato tanto preziose testimonianze del loro tempo: altare e portello progettati da Cosimo Fanzago, scultore e architetto, la pala dell’altare di santa Cecilia ad opera di Ianzo da Varallo, artista legato a Caravaggio.

“Pescocostanzo deve la sua squisita nobiltà non a qualche rudere isolato o a qualche monumento d’eccezione, ma a tutto sé stesso: all’armonia di ogni strada, all’architettura di ogni casa, al senso d’arte di tutto il suo popolo, al sentimento della folla che da secoli crea, fra il silenzio del lunghissimo gelo, la più superba culla di bellezza …” (Emidio Agostinoni)

Feste e Sapori
AbruzzoToEurope_Pescocostanzo__FOTO_NIKON_D40_331L’Abruzzo è una regione ricca di tradizione che si esplica sia nelle feste religiose sia nelle sagre culinarie. Nel giorno di Sant’Antonio abate (17 gennaio) si ripete il rito dell’accensione dei fuochi. Molto più solenni sono le funzioni nelle Quarantore, dal venerdì alla domenica della seconda settimana della Quaresima e che consistono nell’intonare canti salmodici che traggono spunto da antichi componimenti musicali. La processione del Venerdì Santo è gestita dalla locale Confraternita, la cui origine è rapportabile al medioevo.  Prevalentemente religiosi sono i festeggiamenti in onore della Madonna del Colle (31 maggio), di Sant’Antonio da Padova (13 giugno) e dell’Assunta (15 agosto), la Festa padronale dedicata a San Felice (7 e 8 agosto).
Festa non religiosa ma di grande atmosfera è la “Festa dei mestieri” che si svolge a Pescocostanzo a metà agosto circa e che coinvolge tutto il paese. In ogni angolo, in ogni vicolo, ecco un banchetto con una persona vestita in abiti d’epoca che esercita una professione: c’è l’arrotino, il fabbro, chi fa la pasta, chi vende i biscotti, perfino la taverna dove i giovani giocano a carte, bevono vino e degustano  formaggi e salami locali. Una feste assolutamente da non perdere.
In questa occasione si possono assaggiare le “scarselle”, tra i dolci più diffusi a Pescocostanzo. Sono preparate con pasta di cedro e di formaggio legati con uova e sono in realtà tipiche di Pasqua. Molto famose sono anche le “cancellette” (o pizzelle), un semplice impasto di strutto, uova, zucchero, farina, aromi, e cotte tra due barre di ferro tenute da due bracci a tenaglia.
Uno dei cibi più antichi è “la pecora al cotturo”, una pecora che viene lasciata bollire per ore, tagliata a pezzi, con cipolle, sedano e carote in enormi pentoloni ed accompagnata con il “pane raffermo”, tipico cibo dei pastori. Ed infine i formaggi tipici della zona, i salumi, il “pane di patate” che annunciano pasti veramente genuini e gustosi.

"La regione che per me ha rappresentato una grande scoperta, proprio come regione della gola, è stata l'Abruzzo. L'Abruzzo ha una cucina di pesce che si può definire interessante e ghiotta, e una cucina dell'interno che regala alcuni posti di grandi tradizioni". Edoardo Raspelli, critico gastronomico L'Espresso, 2 settembre 1999, n. 35, p. 33

Trascurata a lungo da gastronomi e buongustai, la cucina abruzzese e' stata giustamente rivalutata con la riscoperta dei tipici sapori e dei prodotti mediterranei”. I ristoranti d’Abruzzo sanno stupire proponendo le ricette piu' semplici, che puntano tutto sulla freschezza dei frutti della terra e del mare, accostandole a preparazioni raffinate e di antichissima origine.

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Architettura e urbanistica
Di grande interesse è la basilica di Santa Maria del Colle: essa fi edificata interono al secolo XII e venne ampliata nel corso del Cinquecento. Il portale, edificato nel 1466, è stato impreziosito con rilievi architettonici si scuola aquilana. All’interno dell’edificio gli elementi artistici e decorativi sono la sintesi felice di un insieme di scuole e stili. Stupendi sono gli altari della chiesa a cominciare da quello che custodisce la preziosa scultura in legno della Madonna del Colle.
Un delicato e sottile paliotto, pregevole fattura del ‘700, è presente sull’altare di Santa Maria di Costantinopoli. Straordinario è il fonte battesimale realizzato in marmi policromi. Ma ciò che colpisce il visitatore è il soffitto ligneo a cassettoni della navata principale, progettato e curato dall.arch. Carlo Sabatini.
Cospicuo e di pregevole fattura è il tesoro della chiesa che comprende anche preziosi calici del Trecento – Quattrocento ed un grande ostensorio della scuola napoletana.

AbruzzoToEurope_Pescocostanzo_neve_nov2007_024Altre stupende dimore sono Palazzo Falzago, oggi adibito ad incontri culturali, mostre, convegni, Palazzo Colecchi (di epoca rinascimentale, dotato di balconcini con ringhiera a conchiglia), Palazzo Grilli (dai toni austeri, munito di 4 torrette), Palazzo Mansi (dotato di uno splendido portale in pietra con architrave a forma di trapezio).

AbruzzoToEurope_Pescocostanzo__115L’impianto urbanistico di Pescocostanzo si deve alle maestranze lombarde che giunsero in Abruzzo intorno alla metà del Quattrocento dove acquisirono molte commesse. Scalpellini, lapicidi, ebanisti, lavoratori del ferro e dei metalli pregiati, furono i più ricercati.

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