Azienda Agricola Giuliana

Eremi e Archeologia

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L’Abruzzo ha sviluppato sul suo territorio una notevole rete di santuari come punto centrale di fede. Il pellegrinaggio verso queste mete, spesso impervio e difficoltoso, costituisce il rinnovamento annuale della speranza.

La storiografia più recente è concorde, inoltre, nel ritenere che l’Abruzzo sia stato, per la sua vicinanza con Roma, una delle prime regioni a ricevere la cristianizzazione attraverso la Tiburtina Valeria, un collegamento costante con l’Adriatico. Abruzzotoeurope_eremo_san_michele

Eremo di San Michele a Km. 4 da Pescocostanzo sulla Str.Prov.le 55 - chiesa rupestre del XII secolo. Alla sacralità immemorabile delle rocce, delle acque e delle grotte si collegò pure l'esempio più tipico della cultura religiosa abruzzese dall'Alto Medioevo: l'eremitismo. In fuga assoluta dal mondo, alla ricerca di un'alternativa puramente ascetica, gli eremiti vivevano in grotte e ripari sottoroccia; successivamente, fu la devozione dei fedeli o l'ampliamento della comunità eremitica a munirli d'ingresso, giungendo infine all'edificazione di una cappella, addossata e quasi compenetrata con la roccia.

L'eremo viene così a costituire una tappa ideale, un elemento di transizione fra la primitiva grotta cultuale e la chiesa poggiante solo sulle proprie fondamenta.
 
SULMONA - Eremo di Sant'Onofrio

La memoria di San Pietro Celestino papa e confessore è conservata tra le mura aspre e solitarie di Sant’Onofrio al Morrone dove si ritirò nel giugno del 1293.

Agriturismo_Giuliana_AbruzzoToEurope_Abazia_Morronese__da_Eremo_Sant_Onofrio_180Benché rimaneggiato nei secoli e in parte distrutto dai bombardamenti dell’ultima guerra l’eremo conserva ancora l’aspetto severo e inaccessibile che aveva all’epoca del Santo. Su un piccolo slargo da cui si domina tutta la Valle Peligna, si apre un portichetto che immette, attraverso un altro spiazzo in un primo ambiente coperto di affreschi devozionali, diversi per epoca e valore, tra cui una Madonna in trono affiancata dal sole e dalla luna. Si passa quindi in un oratorio con la volta dipinta di azzurro e punteggiata di stelle, coperto di immagini eseguite da Maestro Gentile da Sulmona, negli anni in cui Pietro si era ritirato in questi luoghi. La parete di fondo porta una Crocifissione con Maria e San Giovanni ai piedi della Croce; sulla lunetta dell’ingresso sono raffigurati San Benedetto tra i padri eremiti Mauro ed Antonio, mentre sulla parete di sinistra è visibile un ritratto di San Pietro Celestino, eseguito probabilmente pochi anni dopo la morte, raffigurato con il saio monastico, ma con in capo il triregno e reggente in mano la palma del martirio. Al centro un semplice e antico altare reca incastonato nel mezzo un crocifisso di pietra che, secondo la tradizione Celestino V avrebbe benedetto durante la messa che qui celebrò in abiti pontificali prima di recarsi a Napoli.

L’edificio comprende una serie di celle e locali, recentemente restaurati, e che sino ai primi di questo secolo ospitarono figure isolate di religiosi ed eremiti laici.
 
Siti archeologici
Alle aree archeologiche di Amiternum, Alba Fucens, Campovalano, Juvanum e Alfedena si affiancano gli straordinari centri storici di L’Aquila, Teramo, Atri e Sulmona, complessi monumentali come la Fortezza di Civitella del Tronto, e una ricca scelta di musei.

Corfinio

Nota per i due imponenti sepolcri romani nei pressi della basilica di San Pelino, l’antica Corfinium conserva ampi tratti della citta' antica. Tra questi il Teatro, l’Anfiteatro e le Terme. L’imponente Basilica Valvense (o di S. Pelino) risale all’Alto Medioevo ed e' stata rifatta nel secolo XII. Conserva uno splendido ambone e importanti affreschi. La Passio Sancti Pelini, contenuta in un codice membranaceo del IX-X secolo, narra, oltre alla vita e il martirio del Santo che, originario di Durazzo e discepolo di San Basilio, fu vescovo di Brindisi, anche la leggenda di fondazione della cattedrale che sarebbe stata innalzata nel IV secolo, per voto dei corfiniesi che, liberati miracolosamente dall'assedio di Nicostrato e Pardo, edificarono un tempio nel luogo dove era stato rinvenuto il corpo del Santo martire.

Probabilmente la cattedra valvense, che non e’ riferita a una citta’ ma a un territorio, risale a epoca longobarda, in considerazione del fatto che il toponimo deriva dalla voce "balma" che indica una zona di pertinenza, immediatamente contrapposta alla Valle Peligna.

Il complesso architettonico valvense e’ costituito da due corpi di fabbrica distinti e comunicanti: il Mausoleo di Sant'Alessandro Papa e la Cattedrale di San Pelino.

Ercole Curino

Poco lontano da Sulmona (AQ) alle pendici del M. Morrone, proprio al di sotto dell'eremo di papa Celestino V, si trova il grande santuario dedicato ad Ercole Curino. Si tratta di un santuario confederale al quale facevano riferimento tutti gli abitati della zona (fase italica IV-III sec.a.C.) e monumentalizzato dopo la guerra sociale. Il monumento consta di due terrazzamenti di epoca diversa. Una scalinata a due rampe consente l'accesso al terrazzo superiore, il più antico, al centro del quale si trova il sacello che conserva parte della ricca decorazione parietale. Il pavimento è coperto da un mosaico policromo. Sulla seconda rampa si conservano la fontana, che prendeva l'acqua da una sorgente posta più a monte, e il donario, blocco di pietra cavo al centro ed originariamente chiuso da un coperchio . Di rilevante interesse archeologico è il bronzetto di Ercole a riposo (esposto al Museo Archeologico di Chieti) rinvenuto all'interno del sacello. Si tratta probabilmente di una replica d'autore da Lisippo.

Juvanum

A quota mille, tra le valli dell’Aventino e del Sangro, sono i resti di questa citta' dei Frentani ricostruita al tempo di Roma e abitata fino all’alto Medioevo. Particolarmente interessanti il Foro, la basilica, due piccoli templi e il piccolo Teatro. Il municipio romano di Iuvanum, poco conosciuto dalle fonti antiche, è tutt'ora oggetto di ricerche archeologiche nella zona del quartiere abitativo. Della città antica, recentemente restaurata, sono degni di attenzione il complesso cultuale consistente in due tempietti gemelli circondati dal recinto sacro, sicuramente gli edifici piu antichi dell'intera area ( III sec. a.C. ), ai quali è stato successivamente aggiunto il teatro. Si accede al foro, anticamente circondato da portici, attraverso una strada lastricata che conserva ancora i marciapiedi. Sul pavimento del foro si riconosce un'iscrizione pavimentale in lettere di bronzo, di cui sono rimaste solo le tracce di inserzione sulle lastre di pietra, recante il nome del costruttore. Sul lato nord del foro si affaccia, con tre porte, la basilica, probabilmente destinata al culto imperiale. In situ si conservano due basi di statua; una dedicata , con Decreto dei Decurioni, alla imperatrice Cornelia Salonina, l'altra a Minerva dai Seviri Augustali.

Il MOM – Museo dell’Orso Marsicano a Palena

ospitato in un’ala dell’ex convento di S. Antonio nel Comune di Palena, è costituito da 5 sezioni allestite con pannelli, diorami e una suggestiva ricostruzione della foresta di notte. Le sale espositive descrivono le caratteristiche biologiche e le abitudini di vita del placido plantigrado, senza trascurare la mitologia e la storia, per concludersi con le problematiche relative al rischio di estinzione e ai progetti per la tutela e salvaguardia dell’orso. Punto di forza del museo è il carattere divulgativo didattico che prevale sull’aspetto scientifico; infatti, una parte interattiva permette lo stimolo della curiosità per ragazzi ed adulti. La struttura è arricchita da una sala audio-video che permettere la proiezione di immagini inerenti l’orso e il Parco in generale. Il museo vuole essere un momento d’incontro con l’orso per conoscerlo, amarlo, rispettarlo e difenderlo. E’ stato voluto nel territorio di Palena perché area tradizionalmente interessata dalla presenza dell’orso bruno, pertanto alla visita guidata all’interno del museo potrà essere abbinata l’escursione lungo uno dei sentieri dell’orso, per avere un contatto diretto con il suo ambiente e andare alla ricerca dei segni indiretti della sua presenza.

 

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